Le lezioni di tolleranza che servono anche a noi

di Andrea Onori - Aug 28th, 2009 Categoria Esteri.

Tolerspace

Campo estivo Tolerspace

I Bambini Ucraini, Bielorussi, Moldavi e  moltissimi altri  bambini rifugiati, sono presenti quotidianamente  alle “lezioni di tolleranza” nel campo estivo organizzato dal sito web “Tolerspace”. Quest’ultimo lavora in progetti per l’educazione interculturale per ragazzi  ucraini e moldavi. La missione del progetto è quella di promuovere i valori della tolleranza, atteggiamenti positivi nei confronti delle differenze, l’uguaglianza e la dignità di ogni essere umano che calpesta la terra.

Quest’anno il campo ha riunito i bambini dai 9 ai 17 anni che rappresentano vari gruppi etnici/religiosi che risiedono in Ucraina, Bielorussia e Moldavia. Il campo è aperto dal 9 al 26 agosto nel villaggio di Yasina, vicino al Monte Hoverla. Il fine del campeggio è quello di promuovere la tolleranza interetnica, combattere la xenofobia e diffondere tutte le diversità, apprezzarle e condividerle insieme. I campeggiatori sono ucraini, armeni, assiri, bielorussi, bulgari, greci, ebrei, coreani, moldavi, tedeschi, polacchi, russi, romeni, tartari e molti altri che si immergeranno tra le culture e le usanza diverse tra di loro.

Per il secondo anno consecutivo, il campo riceve figli dei rifugiati che erano arrivati in Ucraina dalla Cecenia, dall’ Afghanistan e altri paesi. Invece di respingerli e di vedere esseri umani come potenziali criminali, hanno ben deciso di accoglierli e di integrarli tra i giovanissimi ucraini. La loro partecipazione al campo è stata resa possibile grazie al sostegno di organizzazioni internazionali non-profit ONG come la Hias e Danish Refugee Council, con la collaborazione dell’alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati, il Governo ucraino, moldavo e bielorusso.

Il campeggio “lezioni di tolleranza”  è operativo dal 2002 ed è stato frequentato da più di 2000 bambini. Ci sono consulenti e professionisti in grado di comprendere le peculiarità del dialogo interculturale e l’uso di una metodologia diversa da quella che ci insegnano a scuola: ogni giorno si impara una cultura diversa. Oltre allo studio ed al conoscere nuovi cibi e usanze, il campo offre giochi, concorsi, sport, musica e molto altro.

Solo i bambini possono cambiare ciò che noi diamo sempre per scontato. Troppe volte la parola cultura è percepita come un opposizione all’altro e mai come una possibile ricchezza e scambio per costruire un futuro migliore. La cultura intesa come insieme di saperi, valori e abitudini deve essere condivisa ed adattata ai bisogni del tempo. Lo xenofobo difende la propria cultura per resistere al “mescolamento” ma forse non è a conoscenza che non esistono popoli puri, in quanto nel corso della storia tutti i popoli hanno ceduto e acquistato valori e saperi da altri popoli. Il contatto e lo scambio c’è sempre e si sarà sempre, bisogna solo scoprire la magia di condividere i propri saperi senza fomentare odio e scambiarli solo con la solidarietà ed il rispetto.

Onori Andrea

Foto: www.tolespace.org

1 Response for “Le lezioni di tolleranza che servono anche a noi”

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