Molti sono gli inganni che ci raccontano i nostri politici, televisioni, giornali e tutti coloro che servono le bugie dei potenti. Un sistema di menzogne a ripetizione che plasmano le anime della gente comune. Un “incantesimo” che difficilmente riesce a far capire alla popolazione che un senatore, un questore o giornalista per servire il potente mente fino alla fine.
Falsità a cui sono abituato e per questo non credo. I miei occhi hanno sperimentato l’ipocrisia di molti menzogneri e per questo metto tutto in discussione. La parola di un’autorità, a questo punto, può valere nulla visto che troppe, tante volte ci hanno preso in giro per una questione di potere, economia o per il partito.
Nessuno può valere più degli occhi che vedono un orrore. E gli occhi di Gino Strada sono molto più sinceri, sensibili e veritieri di un politico seduto in poltrona che decise se fare o no la guerra. Il chirurgo, nato a Sesto San Giovanni, lavora da 7 anni in Afghanistan “e non mi ricordo un giorno in cui sono morte meno di 10 persone”. “Noi facciamo ospedali – ha aggiunto – e nessuno ci spara addosso: se i militari fossero rimasti a casa…” riferì nell’8/a Conferenza regionale toscana sulla cooperazione internazionale.
Gino Strada ai microfoni di CNRmedi ha riferito che l’Italia ha speso circa 3 milioni al giorno per la guerra in Afghanistan. 8 miliardi di euro fino ad oggi. Il leader di Emergency dice che con questi soldi il nostro paese avrebbe potuto costruire 600 ospedali e 10mila scuole, facendo dell’Afghanistan uno dei paesi più moderni al mondo. Per Strada “non reggono più le balle della popolazione afghana che sventola bandierine tricolori”.
Onori Andrea


E’ già un risultato a che esista la possibilità di dare la voce anche a persone come Strada, che non devono preoccuparsi di quello che potrebbe dire il governo, così si discute di fatti che spesso sono coperti. E perchè putroppo ci sarebbero tante, orribili, deprecabili e incredibili cose da raccontare su come il talebano si comporta, non solo nei confronti del suo nemico, ma purtroppo, anche riguardo a quello che fa ai suoi stessi concittadini. E non ha più nemmeno tanto senso usare la parola talebano per circoscrivere la minaccia perchè il sistema ha reso tutti colpevoli e chi più chi meno in Afghanistan è sempre coinvolto, anche se in diverso grado, negli affari dei taliban. E l’esercito afghano, che dovrebbe preoccuparsi di risolvere il problema in casa propria è pieno di infiltrati talebani che costituiscono un pericolo insidioso e reale per tutti i soldati NATO. Pericolo che il tuo compagno di pattuglia dia un segnale di far saltare in aria i mezzi, faccia la spia delle informazioni segrete, ti uccida brutalmente mentre sei di pattuglia.
Ora, se ce ne andiamo li facciamo vincere. Se rimaniamo perderemo altri uomini. A questo non c’è soluzione, qualcosa perdiamo in ogni caso, e in ogni caso qualcosa vinciamo.
Che la popolazione non sventola le bandierine è ovvio, che succederebbe se la NATO mandasse dei contingenti in Italia per combattere contro la mafia? li saluteremmo come salvatori? non penso proprio…vorremmo mandarli via e non ci starebbe bene nemmeno se ce la facessero davvero a sconfiggere la mafia. Il cambiamento, si sa, fa paura sempre, se poi è un uomo con la divisa a impersonarlo siamo pronti a crocifiggerlo perchè il suo mestiere è quello di rispondere alle raffiche che partono dalle armi dei nostri connazionali. Tanti gli stranieri in Afghanistan sono loro, gli americani, gli italiani, gli spagnoli…ed è facile far vedere che non li vogliamo, ne abbiamo paura. Meglio tenere il talebano che da da mangiare alla mia famiglia e se poi arriva uno come Strada a fare del bene ce lo teniamo. Finchè non pesta i piedi al talebano. Va bhè tanto era italiano.