Iron Man, un impenitente supereroe che non teme di cadere

di Pietro Senatore - Nov 14th, 2009 Categoria Cinema.

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Tony Stark (Robert Downey Jr.) è un geniale ingegnere, specializzato nella progettazione di originali e micidiali armi che vende alle forze militari americane. E’ anche un Don Giovanni, amante di tutti i piaceri della vita e apparentemente incapace di prendere nulla sul serio.

Nel corso di una dimostrazione in Afghanistan del suo nuovo missile “Jericho”, l’industriale è attaccato da alcuni terroristi. Assassinata l’intera scorta militare, è l’unico sopravvissuto, seppur ferito gravemente. Salvato in extremis dal Dott. Yinsen (Shaun Toub), che gli ha impiantato nel torace un grosso elettromagnete, dovrà suo malgrado lavorare per i terroristi che hanno tentato di ucciderlo. Tony farà buon viso a cattivo gioco: fingerà di assecondare i guerriglieri, ma insieme al leale Yinsen costruirà un’invincibile armatura che gli consentirà di fuggire.

Trasposizione cinematografica dell’omonimo fumetto creato nel 1963 da Stan Lee, Larry Lieber, Don Heck e Jack Kirby, Iron Man rappresenta una sorta di anomalia nel recente mondo dei film ispirati a comics made in USA. Lontano anni luce dai problemi esistenziali di paladini tenebrosi e tormentati come Batman o Dare Devil, Tony Stark è un impenitente edonista, prima e (in parte) dopo il trauma subito con il rapimento.

La triste prigionia serve finalmente a indurlo a farsi carico di “un’assunzione di responsabilità”, come lui stesso dichiara dopo essere ritornato in America: l’armaiolo realizza la mostruosità degli abomini che ha costruito solo quando li vede in azione su veri scenari di guerra. Incapace di fermare la produzione di armi della sua società per via dei raggiri macchinati dall’invidioso amico Obadiah Stane (Jeff Bridges), Tony non vedrà altra scelta che scendere in campo di persona, ironicamente con l’arma più devastante che abbia mai progettato, per difendere gli innocenti.

Pregio e limite della pellicola è proprio la leggerezza con cui sono affrontate le tematiche del caso. Dipanata l’introspezione psicologica del supereroe, si ha l’impressione che il film non sappia dove andare a parare: le trovate ironiche e i toni da commedia, ricercati soprattutto con la figura della segretaria Pepper Potts (Gwyneth Paltrow), assomigliano a degli eleganti diversivi, ma nulla di più. Del resto, aspettarsi un film “serio” su un tipetto come Tony Stark forse era una pretesa troppo ardua…

Foto di BobbyProm con licenza CC attribuzione.

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