Egitto-Algeria 0-1: questo il verdetto dello spareggio africano per accedere ai prossimi Mondiali di calcio del Sudafrica. Algerini in paradiso, Egitto mestamente costretto a rinunciare all’ennesima occasione importante. Ma la vicenda non si è conclusa sul campo, o almeno solamente il lato calcistico può essere archiviato in qualche maniera. In effetti, è stato proprio questo risultato ad acuire la crisi diplomatica tra le due nazioni: l’Egitto ha già provveduto a richiamare il proprio ambasciatore in terra algerina, Abed el-Aziz Seif el-Nasr, un’operazione che segue da vicino le consultazioni dello stesso ministero degli Esteri egiziano con l’ambasciatore algerino al Cairo. In particolare, il governo egiziano sta mostrando tutto il proprio risentimento per le aggressioni subite da alcuni cittadini in Algeria. Il titolare del dicastero, Hosam Zaki, è al centro dell’attenzione da alcuni giorni sempre a causa di questa questione.
Già lunedì scorso si era disputato lo stesso match, ma in quella occasione si trattava dell’ultima partita del girone di qualificazione: la vittoria egiziana per 2-0 aveva reso necessario lo spareggio che ha poi visto trionfare l’Algeria. Nel corso della prima partita si erano già verificati episodi incresciosi e numerosi attriti diplomatici; molti tifosi dell’Algeria avevano assalito compagnie dell’Egitto, scagliando pietre contro i dipendenti, ma gli egiziani non erano stati da meno, mettendosi in luce per delle sconsiderate sassaiole contro il pullman del team algerino. Lo spareggio di Khartoum, in Sudan, è stato il motivo per riaccendere le tensioni. I festeggiamenti in terra algerina hanno avuto un bilancio a dir poco tragico: 14 vittime e nervi tesissimi. Ma la faccenda ha varcato i confini africani, riversandosi anche nelle strade francesi: ciò non deve stupire, visto che la comunità algerina è molto presente nelle città transalpine.
Le strade di Parigi hanno visto scoppiare diversi scontri che hanno portato all’arresto di almeno 150 persone: inoltre, molti esercizi commerciali sono stati presi d’assalto, non solo nella capitale francese, ma anche a Marsiglia e a Lione. Non sarà semplice ora riportare l’ordine tra le varie parti in causa. Il ministero degli Esteri egiziano se l’è presa addirittura con i media, definiti come “mercenari” e responsabili degli incidenti del post-partita. In particolare, le maggiori critiche sono state riversate sull’emittente del Qatar, Al Jazeera, il cui documentario sulla storica rivalità tra i due Paesi avrebbe accesso gli animi già prima dell’incontro sportivo. È forse ancora possibile che una partita di calcio – non una qualsiasi, questo è certo, ma uno spareggio per un campionato del mondo – sia la fonte di una tensione così forte a livello diplomatico?
Egitto-Algeria risponde affermativamente alla domanda, ora i rapporti tra le due nazioni si sono incrinati e non sembra agevole trovare una soluzione di pacificazione. Lo sport dovrebbe essere un momento di fratellanza tra i popoli, l’occasione per accettare sconfitte e vittorie: la partita dovrebbe concludersi al triplice fischio dell’arbitro, senza poi sconfinare in questioni storiche, alimentando ricordi dolorosi e avanzando critiche sulle questioni interne. Una soluzione ideale per evitare tutto ciò potrebbe essere quella proposta dallo stesso ministero egiziano: una Carta dello sport per il mondo arabo, volta soprattutto a valorizzarne il ruolo come vero e proprio elemento di unificazione tra i popoli. I tempi sono più che maturi per una decisione di questo tipo.
Simone Ricci
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[...] osservare quanto è successo prima, durante e dopo la partita di qualificazione ai mondiali tra Egitto e Algeria, per rendersi conto che la tanto decantata “Ummah”, la “fratellanza islamica ed [...]
non mi importa giocare ai mondiali. la cosa piu importante per me i rapporti tra due paesi che si considerano fratelli. nessuno ha potuto immmaginare che una partita di calcio sarebbe diventuta a una guerra. in sudan , gli algerini hanno comperati i coltalli per la partita e hanno minacciati i tifosi egiziani, la maggioranza di tifosi egiziana era attori, attrici, giornalisti. all`inizio della partita gli algerini hanno cominciati a insultare gli egiziani ed a fare gisti maleducati usando le parti del corpo. dopo la partita avrebbe dovuto uscire la nazionale egiziana prima di quella algerina che sarebbe rimasta nel stadio per festeggiare con i loro tifosi, ma fuori dal stadio ci eran 15 mila algerini aspettando i tifosi egiziani e hanno corso dietro di loro con i coltelli e i piatre.
in egitti ,il popolo e molto triste non per la sconfitta della partita ma perche gli algerini hanno insultato tutto quello che e egizian : la bandiera,la gente.
c`era una manifestazione davanti all` ambaciata algerina per esprimere la rabbia degli egiziani e c`eran tanti soldati per protegere l`ambaciata mentre in al geria l`ufficio della ditta di egypt air e` stato completamente distrutta sotto la guarda della polizia algerina.ora la vita degli egizian dhe vivono in algeria e` minacciata.
alla fine dopo quello che i tifosi algerini hanno fatto sia in algeria contro gli interessi egiziani e sia in sudan , nessuno in algeria ha detto una parola per rendere calmi i tifosi o per scusare.
Caro Mai, capisco perfettamente che non si tratta di delusioni sportive, ma più che altro relative a questi comportamenti e intolleranze nei confronti di un popolo o dell’altro; quello che racconti tu è tutto vero, ma è altrettanto vero che anche la nazionale algerina è stata oggetto di lanci incivili di sassi all’arrivo in Egitto provocando anche qualche ferimento. Quello che è necessario in questi casi non è parteggiare per una parte o l’altra, dimostrando chi si è comportato meglio, ma fare un po’ tutti un passo indietro, visto che degli scontri così incivili non nascono mai per volontà di una sola parte. La fratellanza islamica deve partire da questi presupposti e non può essere una “banale” partita di calcio a metterla in discussione.