In Afghanistan, la presenza delle truppe italiane diventerà più consistente nel corso del 2010: altri mille soldati saranno mandati nel secondo semestre per unirsi ai 3.500 già stanziati.
L’Italia intende spostarli dalle missioni di pace in Kosovo e nel Libano, quindi senza appesantire le casse dello Stato, per insediarli nella porzione più esterna dei territori orientali afghani, dove attualmente sono operative le forze armate americane e inglesi. I reparti dell’esercito verrebbero qui concentrati allo scopo di potenziare e rendere più autonomo l’intervento della missione diretta a controllare questa zona, seguendo agli orientamenti del generale Camporini, Capo di stato maggiore della difesa generale.
Questi orientamenti strategici del governo italiano, che dovranno essere dibattuti e poi ratificati dal Parlamento, sono stati annunciati ieri dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in conclusione del Consiglio dei ministri. Oggi, direttamente dal forum italo-russo in corso a Roma, anche il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha concesso il benestare all’invio di nuovi reparti dell’esercito a Kabul. La risposta è stata quindi positiva nei confronti della richiesta lanciata dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, diretta a ottenere rinforzi da parte degli alleati come nuovo piano strategico. Frattini ha posto, come limite ultimo per il disimpegno dall’Afghanistan, anche una data: il 2013.
Giovanni Frenda
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