Single è bello…ma non per sempre!

di Mario Masi - Dec 14th, 2009 Categoria Attualità, Cultura, Dall'Italia, Interviste, Personaggi, Ultimissime.

Maria Francesca Rotondaro, giornalista trentunenne, grazie al successo del suo ‘Sex and Fb’ è diventata la regina indiscussa del chick-lit all’italiana. Il suo percorso artistico ha molti punti in comune con la  scrittrice Candace Bushnell, l’autrice di  ‘Sex & The City’.Layout 1

Come la protagonista della serie americana Carrie Bradshow, interpretata da Sarah Jessica Parker,  Maria Francesca è una single e la sua vita si snoda amabilmente tra shopping, pranzi monodose, amiche che hanno paura di impegnarsi e uomini che non sanno più essere uomini.
La Rotondaro ha racchiuso nei suoi monopensieri il quotidiano di una single dei tempi di Facebook: i lati positivi e quelli meno piacevoli di uno stato che va vissuto cogliendone i lati positivi e mai subito passivamente.

Un libro per sorridere e riflettere, che offre un doppio livello di lettura, uno più leggero, di intrattenimento ed un altro più profondo, che invita a scoprire le motivazioni che condannano gli uomini e le donne di oggi a non sapere più come relazionarsi. Abbiamo intervistato l’autrice per saperne di più.

Come nasce l’dea del libro?

Da una comune passione che hanno le donne single del terzo millennio, l’epoca di Facebook. Mi sono ispirata ala protagonista di Sex and City, questo famosissimo telefilm americano. Carrie Bradshow cura una sua rubrica su un quotidiano newyorkese che io ho riprodotto su un quotidiano calabrese. La casa editrice Giulio Perrone in quel periodo cercava una nuova autrice per un libro che si rivolgesse soprattutto al popolo femminile, che rientrasse nel genere detto chick-lit e che parlasse dei single. Lo stile della mia rubrica era quello adatto ed è piaciuto subito.  Il libro nasce quindi dal mio status di single. Molti mi chiedono se lo sono veramente. Si, lo sono. Quasi come se fossi una sociologa ho iniziato a raccontare la mia vita da single nei mie monopensieri del libro.

La singletudine è una malattia o uno status sociale e mentale?

C’è una voglia di ironizzare e di sorridere su uno stato che spesso viene invece vissuto come una patologia. Anche le pagine del libro seguono i miei stati d’animo, che sono comuni a molti altri single. Ci sono dei momenti in cui ti senti libero e felice e altri in cui ti senti solo e abbandonato.
C’è un essere single che è una stato sociale e una singletudine che è uno stato mentale che riguarda anche le persone accoppiate. Ci sono infatti persone che pur vivendo in una coppia sono comunque single a tutti gli effetti.

Nel libro scrive che possiamo nascere solo dall’amore di due persone ma non abbiamo bisogno di essere in due per vivere

In alcuni momenti vorremmo una persona accanto a cui chiedere il permesso di fare qualcosa però essere liberi è l’aspetto migliore dell’ essere single: si possono frequentare anche più persone contemporaneamente perché non si tradisce nessuno, si rischia di tradire solo la propria libertà.
Noi single dell’epoca di Facebook siamo ancora delle persone romantiche, crediamo nell’amore eterno. Single è bello ma spero non sia per sempre!

Un’altra bella frase del libro afferma che prima di cercare l’altra metà in un’altra persona è meglio cercare il proprio intero in sé stessi

Chi vive male la propria singletudine è un desperate, persone che soffrono senza l’altro e non sopportando la solitudine si lanciano consapevolmente in storie assolutamente sbagliate pur di non restare da sole.
Credo che il segreto non sia quello di cercare la propria metà, l’altra metà bisogna cercarla prima in se stessi per stare bene. Nel momento in cui ci sentiamo realizzati non ci aggrappiamo più all’altro, soffocandolo. La coppia quindi nasce perfetta.

Il rischio è di accaparrarsi un maschio ai saldi di fine stagione?

Quando si è disperati, si cerca un uomo…a prescindere. Si rischia di prendere le classiche fregature di fine stagione. Uomini che sono lì ad aspettare l’arrivo di una donna che li scelga. Ma alle single dell’epoca di Facebook piace essere corteggiate. Sfatiamo il mito delle donne cacciatrici. La donna rimane sempre una preda che aspetta e rispetta l’uomo cacciatore. Gli uomini in saldo spesso non si possono restituire, ma soprattutto non si possono misurare prima dell’acquisto! Bisogna quindi prima di tutto mettersi in discussione e chiedersi: sono pronta per una relazione?  Una single di 30-40 arriva probabilmente da profonde delusioni che l’hanno segnata, quindi è necessario essere serene, mettere la testa nel freezer e respirare profondamente!

Qual è la differenza fra una zitella e una single?

Le zitelle esistono ancora, sono quelle donne che vivono male il loro status di single e si sono lasciandosi inacidire dalla solitudine che le logora, si chiudono, si abbrutiscono, si chiudonopresentazione-libro-014-copia nelle loro case,  cercano affannosamente delle storie davanti a un computer. Le single sono donne libere, sorridenti, che si prendono cura del proprio corpo, del proprio benessere psico-fisico.

I social network, fra cui Facebook, offrono ottime possibilità di nuove conoscenze. C’è il pericolo di cadere nella rete?

Facebook è il meno virtuale fra i social network e bisogna stare attenti perché è possibile imbattersi in persone con falsi profili, che usano il proprio monitor per proteggersi e nascondere personalità deviate e pericolose. Facebook è da usare assolutamente per ritrovare vecchie amicizie o farne nuove o come strumento di lavoro ma preferisco il corteggiamento classico, con un uomo galante, fisicamente presente. Magari userei dopo Facebook per indagare un po’ su questo corteggiatore, cosa fa, quello che gli piace…..la curiosità è femmina, anzi la curiosità non ha più genere!

Che differenze ha trovato fra il modo i cui affrontano l’essere single gli uomini e le donne?

Per quella che è la mia esperienza, gli uomini vivono la singletudine con maggiore sofferenza intanto perché l’uomo è biologicamente un po’ più lento delle donne e mette più tempo anche a maturare la sofferenza per la fine di un rapporto. L’uomo single quindi vive la sua condizione come una situazione di solitudine. Ha una grande sfiducia nei confronti dell’universo femminile, verso la donna, che una volta dominava. Nel gruppo di Facebook che seguo le donne arrivano con le loro convinzioni, gli uomini invece portano i propri dubbi: vogliono capire com’è fatta la donna di oggi, cercano di carpire dei segreti per conquistarla. Sono spaventati, non riescono a sopportare una vita da soli, ad un certo punto crollano. Dopo i 35 anni pensano alla famiglia e ai figli molto più delle donne.

Come dovrebbero essere regolati i meccanismi della relazione uomo-donna?

Molto dipende dalla relazione che noi impostiamo con gli uomini. Bisognerebbe fare un passo indietro…che poi è un passo in avanti! Bisognerebbe far capire agli uomini che noi donne oggi abbiamo già conquistato tutto, quello di cui abbiamo bisogno è anche avere la possibilità di farci una famiglia e tornare a fare le mamme e le mogli. La donna non cerca la competizione, vuole una situazione paritaria rispetto all’uomo e vorrebbe la possibilità di far capire all’uomo che desidera rientrare nel ruolo di madre e di moglie. L’uomo però non riesce a capire bene il meccanismo di relazione che deve avere con una donna.

Il tuo uomo ideale?

Forse sono single perché ancora non lo so ! …Riflettendoci, deve essere una persona di cui sia molto innamorata e che sia capace di ricambiare il mio sentimento. Deve esserci una stima reciproca. Non deve essere necessariamente alto, biondo e con gli occhi azzurri. Per farmi innamorare ci vuole una testa, deve essere un uomo pensante, una intelligenza affascinante, che mi faccia sorridere e che mi stimoli intellettualmente. L’uomo, essendo meno complesso della donna, riesce ad innamorarsi anche di uno sguardo, di un odore, delle mani.
John Grey in un suo libro afferma che le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte: gli uomini si innamorano delle donne che sorridono e le donne degli uomini con un progetto.
La donna invece si innamora nel momento in cui trova un uomo con una bella testa, un uomo pensante. L’uomo che ha un progetto, innamorato della propria vita, del proprio modo di essere, che fa le cose con passione, indipendente dalla sua professione e stato sociale  L’uomo che si sente realizzato ci fa innamorare.

Mario Masi

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