
Il mondo della grande distribuzione di Cesenatico si è sviluppato in modo esponenziale negli ultimi anni dopo la comparsa di altri supermercati, oltre alla ristrutturazione dei tradizionali già esistenti. Proprio da questo settore commerciale traiamo spunto per una serie di notizie un po’ fuori dalla norma per la città romagnola, relativamente tranquilla, si dice in giro, riguardo ai problemi del mondo del lavoro.
Tutto nasce da una petizione che ha cominciato a girare in questo periodo a Cesenatico, promossa da un gruppo di clienti della Conad di via Cecchini, un nuovo grosso supermercato all’ ingresso della città verso il mare. La petizione raccoglie le firme dei cittadini contro le dure condizioni di lavoro delle cassiere, costrette a svolgere la loro attività – anche turni di 6 ore continuative – sempre in piedi, senza sgabello o comunque senza alcuna possibilità di sedersi, con conseguenze fisiche e psicologiche notevoli. L’unica in possesso di un sedile è la capocassiera. Grossi problemi anche per la possibilità di recarsi in bagno, momento sottoposto a controllo di tempi e modalità per espletare le proprie funzioni fisiologiche.
Uno dei promotori della petizione, che chiameremo Giovanni, cliente abituale della Conad, ci ha confidato: “Ci siamo mobilitati come consumatori del suddetto supermercato, con una raccolta di firme affinché le cassiere della Conad di Cesenatico, come tutte le cassiere del mondo, abbiano diritto a svolgere il loro lavoro regolarmente sedute, come logica e buonsenso (oltre che diritti delle lavoratrici) prevedono. Non l’avessimo mai fatto. Il gestore/titolare dell’esercizio è ’sbottato’ stizzito, intimandoci di farci i fatti nostri, sorpreso che persone che vadano lì a fare acquisti (e a portare soldi) volendo anche ’metter becco’ nella gestione del lavoro del suo supermercato. Sottinteso: se non ci sta bene, che andassimo a fare la spesa da un’altra parte“. Continua Giovanni: “Con tutti i soldi che spendono in pubblicità, questa è certamente la peggiore che possano fare…”.
Chiaramente siamo solo all’inizio di una possibile diatriba di tipo sindacale e, a tale proposito, abbiamo cercato ulteriori informazioni. Da fonti attendibili, sembra che un rappresentante di un sindacato abbia detto che non possono fare niente, che bisogna rivolgersi alla Asl locale.
Di norma, la Conad rappresenta, nell’immaginario collettivo, una parte del mondo del lavoro in cui i lavoratori generalmente vengono tutelati Starà ora alla direzione del singolo supermercato fornire una risposta adeguata alla protesta messa in atto in questi giorni. Di sicuro, i promotori della petizione non faranno più la spesa in quel luogo. E, forse, la possibile diminuzione delle vendite sarà l’unica arma pratica per cercare di risolvere questo problema forse solo all’inizio.
Sergio Cavicchi


Salve, sono da molti anni un collaboratore esterno di varie catene di supermercati e di nefandezze commesse dagli stessi ai danni dei dipendenti, sopratutto dai direttori ne ho viste molte.
Quello che potete fare in questo caso è una petizione con più firme possibili da inviare alla direzione generale conad : “CONAD Via Michelino, 59 40127 BOLOGNA” Con la minaccia di non fare più acquisti presso la rete Conad se la situazione non cambia.
Ovviamente si prega di non Omettere il comportamento discutibile dell’ responsabile punto vendita.
Cordiali saluti
Ugo
P.S Anche la Lidl , la peggiore catena nell rapporto con i dipendenti, mette sedute le proprie cassiere
“PETIZIONE PRO CASSIERE : “NO GRAZIE”
Questo il titolo dell’articolo pubblicato in data 14.01 sul Corriere Romagna in risposta a quanto pubblicato sulla stessa testata e in questo sito il giorno precedente.
L’articolo, cita alcuni passaggi di una lettere firmata fatta pervenire dalle stesse cassiere del Conad Cesenatico alla testata giornalistica ove le protagoniste dichiarano che quanto oggetto della petizione è in realtà completamente falso. Per le autrici della lettera, la battaglia lanciata da Domenico Monti e Sergio Cavicchi è un iniziativa “infelice” che percepiscono come una mancanza di rispetto nei loro confronti. Si evince infatti dall’articolo, cosa non specificata nè qui nè nell’articolo di denuncia di Monti, che l’iniziativa non è partita dai dipendenti che anzi ne erano completamente all’oscuro. Infine, cosa di non poco conto, a conferma della non veridicità di quanto sostenuto dai Sig. Monti e Cavicchi e dell’infelicità della loro iniziativa, le cassiere li diffidano pubblicamente dal proseguire con la petizione (che considerano diffamatoria) annunciandosi pronte a “provvedere nelle sedi opportune” .
Il mio intento era di dare una notizia di qualcosa che avviene sul territorio di Cesenatico, cosa che sto facendo con i miei pezzi per questo giornale …
Non ho organizzato personalmente nessuna petizione. La comunicazione errata è stata data dal Corriere di Cesena, a cui ho già spedito un fax con le mie opinioni al riguardo. Perciò non accetto attacchi personali ne tantomeno ipotetiche diffide
sul mio comportamento in questa situazione. Grazie Sergio Cavicchi