Brasile, il Governo Lula approva la controversa diga di Belo Monte

di Francesco Turini - Feb 4th, 2010 Categoria Esteri, Scienza e Ambiente, Ultimissime.

90102502_b2cf1d369e In controtendenza rispetto ai dati degli ultimi anni, la deforestazione in Amazzonia si è dimezzata: è quanto sostiene il Ministro dell’Ambiente (MinC), grazie alle rilevazioni dell’INPE, l’Istituto di ricerche spaziali, che ha elaborato questi dati all’indomani dell’annuncio di uno dei disboscamenti più imponenti nell’area amazzonica.

Il Governo Brasiliano, presieduto da Luiz Inácio Lula, ha approvato il progetto che prevede la creazione della diga di Belo Monte, sul fiume Xingu. Il progetto, dai numeri impressionanti e dal costo complessivo di circa 10 miliardi di dollari, prevede la creazione di un invaso – che, per dimensioni, è il terzo bacino del mondo, dopo quello Cinese delle tre Gole – operativo a pieno regime dal 2009, costruito fra Brasile e Paraguay sul fiume Yangtze e su quello di Itaipù. Il catino di Belo Monte conta di avere una capacità produttiva di 11mila megawatt di energia grazie alle 20 turbinee, però presuppone la cancellazione di circa 500 mila mq di foresta amazzonica nella regione di Altamira che verranno letteralmente sommersi da 200 milioni di litri d’acqua.Questo ‘polmone verde del mondo’ è sempre stato minacciato nella sua integrità biologica da interventi umani, sia per il disboscamento, sia per il conseguente sfruttamento delle terre.

Questo aspetto potrebbe essere considerato marginale, vista la volontà di riforestare un’altra area, ma è inevitabile considerarne le implicazioni sociale. La regione di Altamira conta circa 85 mila persone divise in 14 diverse tribù che condividono la foresta pluviale. Anche se il FUNAI, l’Agenzia agli affari indigeni del Brasile ha espresso che l’opera comporta evidenti problemi d’impatto sugli indigeni ma, fino ad ora, a quanto si attesta dalle agenzie di stampa internazionali, non è intervenuta attivamente contro l’inizio dei lavori. La notizia di ieri, dell’approvazione del progetto di Belo Monte, ha scatenato la ripresa delle proteste sostenute anche da Rainforest Foundation, di cui è membro anche il cantante Sting, oltre che sostenitore della causa contro la diga.

Fra tutti gli aspetti in gioco, l’attenzione il governo punta maggiormente sulla richiesta di forza lavoro di 100 mila unità, che funziona come propaganda. Greenpeace brasiliana, attraverso le dichiarazioni del presidente Marcelo Furtado, ha definito il progetto “la risposta più cretina che si conosca alla sfida di far crescere la matrice energetica del Brasile… produrremo energia in Amazzonia per poi portarla per migliaia di chilometri a sud, con sprechi e inefficienze enormi”.

Il discorso è sempre il medesimo, anche dall’altra parte del mondo: da una parte esiste un’area naturale intatta, da salvaguardare come patrimonio di biodiversità, habitat non soltanto faunistico, ma di un’etnia radicata con una propria storia che ha vissuto e plasmato il territorio, per contro svetta l’evoluzione e l’esigenza del progresso sottoposto alle logiche e agli interessi dell’economia.

Francesco Turini

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1 Response for “Brasile, il Governo Lula approva la controversa diga di Belo Monte”

  1. marcia bertolozzi says:

    Tra i brasiliani, chi ha un minimo di senso critico non si affida in nulla ni nessuno del governo di questo molusco (Lula), un “caudilho”, tradittore della ideologia socialista, che ama il potere piú che tutto. Ed un beone presuntuoso, prepotente che ci fa vergognarsi frente al mondo.

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