Una nuova speranza per i farmaci contro l’Aids

di Francesca Lippi - Feb 4th, 2010 Categoria Attualità, Salute & Benessere.

enzimmLa ricerca scientifica per il trattamento dell’Hiv ha fatto un importante passo avanti. I ricercatori dell’Imperial College di Londra in collaborazione con l’Università di Harvard, infatti, sono riusciti ad ottenere un cristallo che mostra la struttura di un enzima detto ‘integrasi’, fondamentale per la diffusione dell’infezione dell’Hiv. Infatti, quando il virus infetta un organismo, utilizza l’integrasi per inserire una copia del suo materiale genetico all’interno della cellula ospite.

Prima di questo nuovo studio - finanziato dal Medical Research Council e dal US National Institutes of Health - non si era riuscito ad identificare la struttura tridimensionale dell’integrasi associata al DNA virale. Tale struttura è di fondamentale importanza poiché i nuovi farmaci antiretrovirali agiscono bloccando l’integrasi, ma gli scienziati fino ad ora non avevano capito come questi farmaci funzionassero esattamente né come migliorarli.

I ricercatori del Dipartimento di Medicina presso l’Imperial College di Londra sono stati in grado di determinare la struttura di questo genere di enzimi, ottenendo cristalli di alta qualità. Per il nuovo studio gli scienziati hanno raggiunto un cristallo usando un tipo di integrasi ottenuta da un piccolo retrovirus conosciuto con il nome di Prototype Foamy Virus (PFV). Nel corso di quattro anni, sono stati condotti oltre 40.000 test, attraverso i quali sono stati ottenuti sette tipi di cristalli, di cui solo uno di qualità sufficientemente alta da permettere la determinazione tridimensionale della struttura. Il Dottor Peter Cherepanov, a capo del gruppo di studio, dice che quando hanno iniziato, erano coscienti “che il progetto sarebbe stato molto difficile e che erano già stati fatti diversi tentativi per ottenere il cristallo che però non erano andati in porto”. A tal proposito il gruppo di studio ha cercato “di trovare un modo migliore per ottenere la cristallizzazione dell’integrasi”. Dopo aver ottenuto il cristallo in laboratorio, gli studiosi hanno usato una macchina di luce di sincrotroni presso il Diamond Light Source nell’Oxfordshire per l’acquisizione dei dati sulla diffrazione di questi cristalli, che hanno permesso di determinare la tanto ricercata struttura. Gli scienziati, poi, hanno immerso il cristallo in una soluzione contenente il farmaco inibitore dell’integrasi e hanno osservato per la prima volta come questo farmaco antiretrovirale si lega all’integrasi per inibirla.

Il nuovo studio mostra che la struttura dell’integrasi retro virale è abbastanza differente rispetto alla struttura che era stata ipotizzata in base alle ricerche precedenti. Il fatto che ora si conosca la struttura dell’enzima permetterà ai ricercatori di comprendere pienamente come gli attuali farmaci antiretrovirali agiscono nel bloccare l’integrasi, come possono essere migliorati e come bloccare lo sviluppo della resistenza a questi farmaci da parte dell’HIV.

Francesca Lippi

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