Haiti, i Paesi G7 annullano i debiti

di Leonardo Guerrini - Feb 7th, 2010 Categoria Esteri, Ultimissime.

4274636110_b79bb9d25f A distanza di molti giorni dal terribile terremoto che ha colpito Haiti, la situazione sembra andare tranquillizzandosi. La comunità internazionale si sta dando da fare per alleviare le molte pene che si abbattono sul Paese caraibico. Una di queste è la cancellazione del debito contratto con i Paesi del G7.

La notizia, che dà una boccata d’ossigeno alla precaria situazione haitiana, viene dal Canada, dove sono riuniti i rappresentanti delle sette potenze più industrializzate del mondo. A margine degli incontri prevalentemente di carattere economico, i membri del G7 hanno deciso di estinguere i debiti che Haiti ha contratto con loro negli anni.

Decisione avvenuta sull’onda della generale solidarietà scattata fin dai primi momenti del sisma. Haiti è uno dei Paesi più poveri in assoluto per la posizione sfavorevole, la ridotta estensione territoriale e la forte instabilità politica che l’ha caratterizzata negli ultimi decenni.

Ben prima del terremoto, aveva beneficiato di prestiti da istituzioni economiche create per tale motivo. La Banca mondiale, ad esempio, fondata nel 1944 all’interno dei famosi accordi di Bretton Woods, ha già concesso fondi per circa 240 milioni di dollari. Circa 360 milioni, invece, sono stati elargiti dalla Banca interamericana di sviluppo.

L’intento di cancellare i debiti da parte degli Stati G7, quindi, costituisce soltanto una parte del problema. Questione che s’inserisce nella richiesta pluridecennale delle ONG verso le nazioni più ricche di cancellare tutti i debiti che gli Stati in via di sviluppo hanno contratto nel processo di crescita economica.

I ministri economici e finanziari di Stati Uniti, Canada, Giappone, Italia, Gran Bretagna, Francia e Germania intendono convincere anche le organizzazioni internazionali e i Paesi più vicini ad Haiti a compiere lo stesso passo. In particolare, si tentano di convincere Taiwan e Venezuela.

È trascorso quasi un mese da quel terribile 12 gennaio, giorno in cui la terra ha tremato a lungo distruggendo la capitale Port-au-Prince e causando centinaia di migliaia di vittime. Dopo la primissima fase di emergenza e il tentativo di soccorrere i feriti e seppellire i morti, si tenta di ristabilire un minimo di normalità tra la gente.

Come detto, a complicare la situazione c’è la quasi totale assenza di autorità statali, visto che già prima del sisma erano presenti forze militari dell’ONU a garantire l’ordine. Gran parte del peso degli aiuti è giunto dagli Stati Uniti d’America e, in successione, da tutte le parti del mondo.

I principali problemi sono legati alla sistemazione dei senzatetto, un numero imprecisato di persone, e il mantenimento dell’ordine pubblico. Il forte caos, infatti, favorisce fenomeni squallidi quanto drammatici, come la tratta dei bambini rimasti orfani e, spesso, senza un’identità.

Per questo e altri motivi, la cancellazione del debito pubblico rappresenterebbe un’iniezione di speranza a un popolo che deve ancora raggiungere un minimo di tranquillità.

Leonardo Guerrini

Foto di United Nations Development Programme in licenza CC attribuzione

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