A Ponte di Piave Andrea Parpinello, giovane 17enne, si è tolto la vita con un colpo di fucile. Ha programmato tutto nei minimi dettagli, un progetto che aveva pianificato da tempo e che aveva annunciato su Facebook aderendo a un Gruppo il 29 Gennaio 2010. Ma nessuno se ne era accorto, nessuno si era allarmato, nessuno lo aveva segnalato ai genitori, nessuno lo aveva preso sul serio. Secondo fonti vicine alla famiglia, non c’erano problemi rilevanti nella vita di Andrea che lo avrebbero portato al suicidio. Semplicemente non ce la faceva più. Ha atteso di essere solo in casa per togliersi la vita, per farla finita una volta per tutte. Ha lasciato anche un biglietto dove spiegava alla famiglia che non riusciva più a vivere e che il suicidio, dunque, era inevitabile.
Una scena alla quale la famiglia non avrebbe mai voluto assistere perchè, in fondo, nessuno se lo aspettava. Non era depresso. Andrea era uno studente modello, aveva degli ottimi voti e conduceva una vita normale. La madre lavora nel salone di parrucchiera in via Manin a Oderzo, mentre il padre è uno dei tecnici del Consorzio di Bonifica Sinistra Piave. Aveva due sorelle, entrambe studentesse. L’arma del delitto è un fucile da caccia del padre, regolarmente denunciato. Ma non è bastato essere in regola con la Legge che Andrea lo ha portato con sè in camera e lo ha azionato. Non si sa neppure per quanto tempo sia rimasto nel suo letto, morto. E’ il padre, rincasato dal lavoro, a scoprire poi il cadavere sul letto e a chiedere aiuto. Inutile ogni tentativo di soccorso: Andrea era già morto, da qualche ora. Sulla tragedia indagano i carabinieri di Ponte di Piave. Alla famiglia, ai parenti, ai conoscenti e agli amici non resta che l’amaro in bocca, per una morte che poteva essere evitata e che nessuno riesce a spiegarsi.
Da questo terribile fatto di cronaca, evince un problema che attanaglia non solo l’Italia ma anche tutto il Mondo: negli ultimi anni i ragazzi tendono sempre più a chiudersi, a confidare i propri problemi all’interno di Social Network come Facebook, magari iscrivendosi a Gruppi che istigano al suicidio o alla violenza. Bandita ogni forma di confidenza o sfogo con amici e soprattutto con i genitori. Un trend in crescita che potrebbe rivelarsi molto pericoloso: la fine del dialogo, la fine di un confronto costruttivo nella nostra società. Società più aperta invece ai progressi tecnologici e al boom di “Facebook”. Ma poi viene da chiedersi: perchè i ragazzi oggigiorno dicono sempre di essere poco felici o delusi dalla vita? E, quindi, perchè Andrea si è tolto la vita? C’è in giro un pericoloso “male di vivere”?
Fabio Giuffrida
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[...] fonte: Ragazzo si toglie la vita: suicidio annunciato su Facebook Articoli correlati: facebook-italia: Da Facebook allo Stalking: arrestato un ragazzo [...]
Si, in giro c’è un pericoloso male di vivere, l’altro giorno ho tirato per la giacca una ragazza che stava per buttarsi sotto un treno, mi disse ”è il male di vivere, e poi sono giovane, e poi cazzo mi tiri per la giacca che ho già annunciato su facebook che andavo a morire per il male di vivere?”. Le ho detto ”fai come ti pare, se stai male”, che bisogna esser coerenti con la libertà. Allorchè è intervenuto il signor Bandapartucci, coi suoi baffi inconsapevolmente alla Dalì e il colletto bianco, ”voi ragazzi di oggi vi uccidete per niente, siete viziati, ai miei tempi c’era la fame la guerra e i bubboni da peste, eppure io sono sopravvissuto”. Io ho detto, ”ecco io uno come lei non lo tirerei per il colletto bianco”. ”E perchè?” mi ha risposto col baffo offeso. ”Perchè non c’è nessun voi quando uno s’ammazza”. ”Ma come”, intervenne la ragazza ”e il male di vivere?”. Al che sospirai, ”ma tu ci credi veramente alla marea di cazzate che dicono sui ragazzi d’oggigiorno!?”.
Questo è il commento più bello che mi sia capitato di leggere da tanto tanto tempo…. complimenti…