Iran: non solo ‘nucleare’, prodotti nuovi sofisticati armamenti

di Vito DiVentura - Feb 8th, 2010 Categoria Esteri, Ultimissime.

253008168_c562b4cf1a Mentre la Comunità Internazionale si concentra sulla questione ‘nucleare’, l’Iran continua a sviluppare rilevanti programmi militari che la proiettano sempre più come potenza regionale e non solo.

Il Ministro della Difesa Iraniano, General Ahmad Vahidi, ha inaugurato domenica scorsa la linea di produzione del nuovo missile ‘Toufan 5‘ e di quello contro elicotteri ‘Quaem‘, entrambi di notevole potenza distruttiva e frutto della tecnologia Iraniana.

Il nuovo missile anti-carro “Toufan 5″ (Uragano 5), dotato di due testate capaci di penetrare le corazze dei carri armati, dei veicoli corazzati e da trasporto truppa, è stato definito “un’arma di portata mondiale”.

Per quanto riguarda le capacità del missile ‘Quaem‘, a dire del Ministro si tratta di un’arma di “medio peso”, in grado di distruggere bersagli che volano a bassa quota e velocità, specialmente elicotteri protetti da corazzature, dotato di contro misure elettroniche a guida laser che lo rendono invulnerabile alle emissioni nemiche. Una volta in produzione, sarà distribuito alle Forze Armate, aumentando le loro capacità di difesa contro minacce terrestri e aeree, in particolare contro gli elicotteri americani “Apache”.

Il Presidente Iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, presente alla cerimonia di inaugurazione del’Iran National Center of Laser Science and Technologies‘, ha sottolineato che l’uso della tecnologia laser renderà il nemico incapace di intercettare i missili e ha aggiunto che “ora il problema dei nemici dell’Iran è che non hanno un sistema in grado di intercettare i missili Iraniani”.

Riferendosi ai risultati raggiunti nel settore delle tecnologie laser, dopo aver elogiato i progressi fatti in questo campo, Ahmadinejad ha affermato che l’Iran sarebbe in grado di usare questa tecnica per arricchire l’uranio con più accuratezza, velocità e alta qualità, ma che non ricorrerà a tale uso in quanto il Paese ha già optato per il metodo delle centrifughe.

Altri test sono stati effettuati con successo su un modello di aereo capace di eludere i radar, denominato ‘Sofreh Mahi” (Sogliola). Il prototipo, anch’esso costruito interamente in Iran, ha superato i test, a detta del Vice Comandante delle Forze Aeree, Generale Aziz Nasirzadeh e entreranno in produzione quando ne saranno migliorati forma e materiale usato.

Già nello scorso giugno l’Iran aveva provato con successo un UAV (Unmanned Aerial Vehicle) con capacità ‘combact’. L’aereo è un modello di drone costruito in sette versioni differenti. Il Comandante delle Forze Aeree, Generale Hassan Shah Safi, ha aggiunto che il C-UAV sarà prodotto in grandezza effettiva ed equipaggerà l’Aeronautica Iraniana.

Forte di questi successi ‘militari’, come è noto, il Presidente Iraniano ha dato mandato al Capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica Iraniana (AEIO), Ali Akbar Salehi, di iniziare l’arricchimento al 20% dell’uranio per i reattori da cui produrre isotopi per la ricerca medica, ma allo stesso tempo si è detto disponibile a trattare lo scambio del carburante, secondo le proprie condizioni. Queste ultime, ribadite dal Ministro degli Esteri Muttaki alla Conferenza sulla Sicurezza tenuta a Monaco di Baviera, prevedono che sia l’Iran ad imporre la quantità di uranio da inviare e che lo scambio avvenga in maniera simultanea, uranio contro carburante.

In conclusione, l’Iran prosegue senza sosta i suoi programmi ‘militari’ e rafforza il ruolo nella regione. Il problema del “nucleare” è solo un buon argomento per far discutere la diplomazia Internazionale. La verità è che ha ormai raggiunto un livello di tecnologia altamente qualificata e, quindi, ha le ‘capacità’. Queste unite alle ‘intenzioni’ la rendono una possibile ‘minaccia’.

Intanto, sette persone sono state arrestate per aver fomentato i disordini seguiti alle passate elezioni presidenziali. Questi arresti avvengono a pochi giorni dalla protesta antigovernativa prevista per l’11 febbraio prossimo, data in cui cade il 31° anniversario della Rivoluzione Islamica. Il governo Iraniano non ha rivelato i nomi degli arrestati, ma in un comunicato ha fatto sapere che “erano agenti della CIA” e avevano svolto un ruolo importante durante i succitati disordini.

Vito Di Ventura

Foto di bryce_edwards in licenza CC attribuzione

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