Avere a cinquant’anni l’aspetto di una ventenne, con le guance così lisce da sembrare quelle di un neonato è il sogno di moltissime donne.
Oggi la scienza applicata alla chirurgia estetica (in costante aumento nel nostro Paese, sopratutto tra gli uomini e le poco più che maggiorenni) fa miracoli ma dati i prezzi piuttosto elevati delle prestazioni, nella maggior parte dei casi non mutuabili, induce le persone a cercare di risparmiare, attirate inevitabilmente da offerte e promozioni, in perfetto stile tre per due.
Eppure, molti dimenticano che questi interventi, anche i più semplici, non sono semplici operazioni di routine, ma mettono sempre in gioco la nostra salute.
L’allarme arriva dalla società Italiana di Dermatologia che informa, dati alla mano, dei rischi del ritocco low cost: granulomi, infezioni ed ascessi dovuti a complicazioni nelle operazioni di filler e riempimento rughe.
Problemi causati non tanto dall’incompetenza medica quanto dai prodotti usati: degli oltre 150 prodotti a marchio CE oggi in commercio (il un giro d’affari si aggira sui 200 milioni di euro), solo 7 sono stati approvati dalla FDA negli Stati Uniti come farmaci.
Un’indagine condotta dal Centro Interuniversitario di Dermatologia Biologica e Psicosomatica di Firenze su 1500 donne ha svelato che una procedura su quattro provoca danni sul lungo termine e per evitarli, esperti e dottori, chiedono una collaborazione con l’ordine dei medici per stilare una lista di prodotti sicuri e permessi.
Dato completamente inaspettato invece per il botulino: nessun problema a fronte di quasi 200mila interventi.
Italiani insoddisfatti e medici a fare i conti con una ricerca di massa della bellezza.
“Abbiamo rilevato un’incidenza del 10 per cento di granulomi nella sede dell’iniezione – afferma Torello Lotti, Direttore del Centro e Presidente SIDeMaST - Nel 5 per cento di pazienti si è verificata la ‘riaccensione’ di un’infezione erpetica, nel 7 per cento dei casi un’infezione batterica e nel 3 per cento ascessi. Da non confondere con gli effetti fisiologici dell’iniezione, arrossamenti, piccoli lividi, dolore passeggero che passano spontaneamente”.
“Il problema nasce anche dal fatto che i filler non sono considerati veri e propri farmaci, bensì dispositivi medici al pari di un disinfettante: come tali non sono sottoposti a sperimentazioni cliniche che ne accertino efficacia e tollerabilità” aggiunge Annalisa Pizzetti dermatologa dell’Accademia Romana di Dermatologia.
Insomma…ritocchino a cuor leggero, senza dare attenzione alla salute.
Antonietta Usardi

