Forex trading 2017, instabilità sui cross valutari con le elezioni

By | febbraio 19, 2017
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Per l’euro nelle prossime settimane, nei confronti principalmente del dollaro, sono attese fasi di volatilità, per non dire di instabilità, in ragione del fatto che ci saranno le elezioni prima in Francia e poi in Belgio fino ad arrivare alla tornata elettorale molto importante in Germania. Ed allora, per quel che riguarda il Forex Trading ,la previsione di andare periodicamente short sull’euro/dollaro potrebbe rivelarsi una scelta vincente.

Tutto chiaramente dipenderà dall’esito delle urne a partire dalla Francia dove la moneta unica è potenzialmente a rischio qualora la corsa all’Eliseo dovesse essere vinta dalla leader della destra estrema Marie Le Pen che ha promesso, non a caso, di voler indire nel Paese un referendum per l’uscita dall’euro. Per il momento, pur tuttavia, le chance di vittoria per la Le Pen si fermano al primo turno visto che al secondo turno non sembra essere poi destinata a vincere. Pur tuttavia la cautela sui sondaggi e sulle previsioni elettorali è d’obbligo visto che solo pochi mesi fa abbiamo assistito a sorpresa all’elezione di Donald Trump quale 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

In Germania la Merkel in vista delle elezioni, nel chiedere la fiducia ed il voto dei cittadini per un altro mandato, a sua volta non può dormire sonni tranquilli visto che nelle ultime settimane lo sfidante Martin Schulz sta letteralmente scalando i sondaggi. Sono tutte incertezze che chiaramente non fanno bene ad un euro che per ora è sostanzialmente difeso da un solo uomo al comando.

Ci riferiamo a Mario Draghi, il Presidente della Banca centrale europea (Bce) che continua a mantenere i tassi di interesse accomodanti per sostenere la ripresa economica unitamente ad un massiccio piano di acquisto di titoli pubblici e privati che continuerà almeno fino alla fine del corrente anno. Il Presidente della Bce Mario Draghi più volte ha parlato di euro non solo ‘irreversibile’, ma anche ‘irrevocabile’ lasciando intendere che oltre a quella della moneta unica per i Paesi membri non ci sono altre strade che siano percorribili. Non la pensano così però i movimenti politici anti-euro e quelli cosiddetti euroscettici che, invece, puntano a far esprimere in merito i cittadini, se ci riusciranno, con un referendum.

Ed ancora, un’altra spallata all’euro nel corso dell’anno potrebbe arrivare dal Regno Unito ed in particolare dai negoziati sulla Brexit. Si tratterà, come si dice, di una ‘hard Brexit’ oppure l’uscita del Regno Unito dal mercato unico europeo sarà morbida? Staremo a vedere, ma intanto è certo che la Brexit viene vista di buon occhio dal Presidente USA Donald Trump che punta letteralmente a blindare gli Stati Uniti non solo dal punto di vista dei flussi migratori, ma anche da quello degli scambi commerciali. E questo al fine di portare le aziende americane ad accentrare la produzione negli Stati Uniti, piuttosto che delocalizzare, concedendo in cambio tagli alle tasse ed incentivi fiscali. ‘America First’, ha non a caso dichiarato Donald Trump durante il suo discorso di insediamento alla Casa Bianca mentre Barack Obama stava facendo le valigie.