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Cosa mangiare in vacanza in Sardegna?

E così quest’estate hai deciso di visitare una delle mete più ambite d’Italia: la Sardegna. Dopo un’intera giornata a passeggiare sulla sabbia o per i borghi, nuotare nel mare o prendere il sole rilassandoti in spiaggia ti è venuto un certo languorino? Beh sei nella regione giusta! La Sardegna è famosa per la sua cultura culinaria di tradizione antichissima, in grado di unire la raffinatezza alla cultura pastorale e contadina.  In questo articolo vi aiuteremo a decidere cosa mangiare in vacanza in Sardegna, dando spazio al cibo e alle materie prime più celebri dell’isola.

Culurgiones

Iniziamo la nostra lista con questo primo piatto, immancabile nei menù di qualsiasi trattoria sarda. I culurgiones ogliastini sono una pasta con il ripieno composto da patate, menta fresca tritata, pecorino e un pizzico di aglio. Quando la vedrete non potrete sbagliarvi: il suo aspetto è così peculiare per via della tipica chiusura a spiga. Solitamente vengono serviti con un semplice sugo al pomodoro completo di basilico e olio extravergine d’oliva. Parliamoci chiaro, il Culurgiones risulta veramente pesante sullo stomaco per il clima estivo, ma non potete lasciare la Sardegna senza averli assaggiati!

Maialino Sardo

Se riconoscete il suo nome continentale “Porceddu” allora siete proprio turisti! Il maialino arrosto è uno dei simboli della Sardegna, e c’è una buona ragione: sarà una delle carni più buone che mangerete mai. La preparazione prevede come materia prima un porcellino da latte in vita dai trenta ai cinquanta giorni e il peso che può variare dai sette ai nove chilogrammi. Per cuocere il pocheddu alla maniera sarda, bisogna cuocerlo verticalmente a fuoco lento. La cottura può durare dalle tre alle cinque ore. Aspettatevi una carne tenera all’interno e ricoperta di una croccante cotenna esterna, e un equilibrio di sapori impeccabile.

Pane carasau

Se pensi alla Sardegna, stai pensando agli affettati e ai formaggi sopra al pane carasau. Imperatore indiscusso del centro tavola dell’isola, questo pane nasce dal bisogno dei pastori e degli agricoltori sardi di poter consumare un alimento di grano duro a lunga conversazione e di facile trasportazione. Se il pane carasau viene condito con olio e sale, prende il nome di pane guttiau.  Parrebbe essere solo un caso che il gusto delicato e la particolare friabilità, accompagni così bene i formaggi, anch’essi orgoglio e tradizione sardi!

Fiore sardo

Si tratta di un formaggio tipico della zona di Gavoi in provincia di Nuoro. Questo formaggio è di pasta dura e presenta un odore forte di latte di pecora. Il nome deriva da un peculiare modo di conservarlo dentro a degli stampi in legno di castagni che avevano un fiore scolpito sul fondo. Il formaggio è orgoglio sardo protetto dal marchio DOP.

Lorighittas

Torniamo su un primo piatto. Le lorighittas sono una tipologia di pasta dalla forma bizzarra: sembrano dei grossi spaghetti intrecciati che formano il segno dell’infinito. La preparazione prevede solo farina, acqua e sale. Il sugo che condisce questa pasta sarebbe a base di galletto ma non è insolito trovarlo immerso in sugo di gamberi, astice o scampi.

Malloreddus

la parola veniva usata in latino per definire gli gnocchi. In sardo invece vuol dire “piccoli gnocchi”. Il Malloreddus è un primo piatto a base di semola, acqua e sale e la sua particolarità risiede nella forma a conchiglia. Malloreddus è la regina delle paste da festa, cucinata storicamente in occasioni speciali e gioiose come matrimoni o fidanzamenti.

Fregula

Continuiamo la nostra lista di primi piatti con questa pasta multiculturale: si dice che la ricetta della Fregula sia nata dall’incontro tra fenici, punici e cartaginesi. La forma è sferica e irregolare, solitamente viene consumata immersa nel brodo ma può essere accompagnata a freddo da carne o da pesce in base alla zona.

Casu marzu

Nonostante parrebbe che l’Unione Europa abbia addirittura vietato la produzione a scopo di vendita di questo formaggio, non potevamo non inserire questo pezzo di storia sarda all’interno della lista: il “formaggio marcio” conosciuto anche come “formaggio con i vermi”. Si tratta di un pecorino sardo lasciato in estate alla mercé delle “mosche da formaggio” che depongono le uova al suo interno. Se ne avrete la possibilità (e lo stomaco) non perdete l’occasione di assaggiarlo: certamente non lo troverete da nessun’altra parte!

Il mirto

Concludiamo la nostra lista con il digestivo più famoso dell’isola: sua maestà il mirto. Viene distillato con le bacche di mirto, molto comuni nelle pianure sarde. Esse vengono messe nell’alcol per 40 giorni prima di aggiungere sciroppo e zucchero. Dopodiché necessita di qualche mese in bottiglia per poter essere stappato e consumato. Provatelo dopo i pasti in un bicchierino ghiacciato.

Conclusioni

Abbiamo cercato di darvi un’immagine dell’immensa cultura culinaria della Sardegna. Naturalmente quello che abbiamo messo nella lista è solo una piccolissima parte delle infinite ricette esistenti sull’isola. Basti pensare che ognuna di queste ricette si dirama in migliaia di variazioni in base a quale zona della Sardegna si sta visitando. Se desideri assaggiare tutte queste pietanze e non vedi l’ora di partire, ti consigliamo il portale offertetraghettisardegna.net in cui puoi consultare le informazioni principali (orari, prezzi, servizi e offerte) sui traghetti per la Sardegna nonché comodamente acquistare il tuo biglietto!

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